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GESCHREVEN DOOR

Marta Barone

(IT)

VERTAALD DOOR

Sander Grasman

(NL)

Marta Barone - 1

4 November 2021

E così è tarda sera nella casa di Torino dove mi sono trasferita da meno di un mese – questa casa ancora incompleta, come tutte le case sono sempre all'inizio, dove pile di libri ancora aspettano di essere messe al loro posto, e i quadri non sono ancora tutti appesi, e molte cose ancora mancano, e anch'io mi sento incerta, provvisoria, ancora sulla soglia invece che dentro, come se ancora non appartenessi a queste stanze – e tra pochi giorni partirò per Amsterdam, e mi sembra irreale. Il tempo si è fermato da quasi due anni a questa parte. Ho perso il tempo. Quest'anno mi è sembrato brevissimo, accartocciato, e per certi versi peggiore del precedente. Il tempo era immobile e allo stesso tempo di una rapidità spaventosa; l'ho perso, così come mi sono sfuggiti il mio corpo e la mia mente: da quando tutto è cominciato non ho scritto quasi niente, come se avessi perso le parole. Ho solo tradotto parole altrui, incessantemente, faticosamente. Gli eventi di quest'anno mi appaiono tutti lontani e sfocati come se fossero successi da millenni, eppure, allo stesso tempo, quando mi ricordano un fatto successo, per esempio, a luglio, mi sembra la settimana scorsa. Non riesco a spiegarmi questo sfasamento e cerco di non pensarci troppo, in realtà. Quindi sono eccitata per il festival, anche perché molte cose verranno tutte insieme e di seguito (subito dopo partirò per un festival spagnolo, come se tutto ricominciasse tutto insieme), sono eccitata perché mi sembra incredibile poter riprendere a vivere in modo quasi normale, a viaggiare all'estero, a incontrare persone di altri luoghi in altri luoghi. È anche il mio primo viaggio all'estero come autrice, e non so esattamente cosa aspettarmi: questo di solito mi terrorizza, ma in questo caso è anche esaltante. Ho voglia di sapere cosa succede in giro, di incontrare gli altri scrittori, sentirli parlare, conoscere almeno a sprazzi il loro mondo, i loro interessi letterari, che cosa hanno già scritto e di cosa vorrebbero scrivere. Mi piace l'idea delle cene comuni con gli altri autori e i traduttori, e la possibilità (mi mancava tanto, questa possibilità) di fare cose inaspettate: certo, ho letto il programma, ma voglio tenermi anche il piacere della sorpresa, del decidere all'improvviso ma sì, stasera ho proprio voglia di andare a sentire questa o quell'altra cosa, anche se, e soprattutto se, non ho idea di che si tratti. Ho voglia di andare ai reading e sentire le parole nella lingua originale degli autori, il loro suono e la musica della loro scrittura, il modo in cui hanno scelto quelle esatte parole, anche senza capire. Non conosco tutti gli scrittori e ho letto solo alcuni di loro, e un'altra cosa che mi entusiasma è scoprire autori nuovi, soprattutto se lontanissimi da me per esperienze di vita. E poi mi piace molto l'idea di un festival che mescola scrittura e musica (anche questa, per me, sconosciuta). Quindi, di certo, cercherò di andare a quasi tutto quello che potrò. E, devo dire, ho voglia di tutte le altre cose che sono dietro a un festival, soprattutto dentro un'esperienza così particolare: il mangiare insieme, il bere insieme, le conversazioni e gli incontri, e non avendole mai vissute in un contesto completamente altro sono specialmente curiosa. Sì, ho un po' paura del ritrovarmi di nuovo scagliata nel mondo, ma ho decisamente bisogno del mondo, me ne rendo sempre più conto man mano che scrivo. Ho decisamente bisogno di “varcare i confini”.

WAT HEEFT DIT VERHAAL GEÏNSPIREERD?

Marta Barone

Zie The Chronicles live tijdens Crossing Border 2021